Presentazione

Cari Colleghi e Amici,
con il 4° Rapporto sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN), la Fondazione GIMBE ha ribadito che non esiste alcun disegno occulto di smantellamento e privatizzazione del SSN, ma che al tempo stesso manca una strategia politica per salvare la sanità pubblica: per questo la Fondazione GIMBE ha elaborato un “piano di salvataggio” del SSN, i cui segni di involuzione sono ormai sotto gli occhi di tutti.

Con un finanziamento pubblico ormai vicino a quello dei paesi dell’Europa orientale, che ha profondamente indebolito il capitale umano, si pretende anacronisticamente di garantire un “paniere” di prestazioni talmente ampio che il DPCM sui nuovi LEA è di fatto ancora al palo per mancata approvazione del “decreto tariffe”. Nel frattempo, sprechi e inefficienze non accennano a ridursi e avanza indisturbato il secondo pilastro, insidioso strumento di privatizzazione del SSN. Aumentano le diseguaglianze regionali, in particolare tra Nord e Sud, e i rapporti Governo-Regioni sono ben lontani da quella “leale collaborazione” a cui è affidata la tutela della nostra salute, ulteriormente minata dalle istanze di regionalismo differenziato. Last but not least,, continuano a crescere le aspettative di cittadini e pazienti per una medicina mitica ed una sanità infallibile, sempre più desiderosi di prestazioni sanitarie, ma poco disponibili a modificare i propri stili di vita.

Nuovo Governo, ma trend immutato per il finanziamento pubblico della sanità: la Nota di Aggiornamento del Documento di Economia e Finanza 2019 non lascia intravedere alcun rilancio del finanziamento nel prossimo triennio. D’altronde il Programma di Governo contiene solo un generico impegno a difendere la sanità pubblica e con la Legge di Bilancio 2020 le risorse rimangono quelle già assegnate, ovvero + € 2 miliardi nel 2020 e € + 1,5 miliardi nel 2021, sempre che Governo e Regioni siano in grado di siglare entro il 31 dicembre il nuovo Patto per la Salute. Nonostante le rilevanti novità previste dalla Legge di Bilancio 2020 (abolizione del superticket, aumento del fondo per l’edilizia e l’ammodernamento tecnologico in parte vincolato all’acquisto di apparecchiature sanitarie destinate ai medici di famiglia), rimangono fuori dalla Manovra tante incompiute: dallo sblocco dei “nuovi LEA”, alle risorse dedicate per i rinnovi contrattuali del personale sanitario a quelle per nuove assunzioni ed aumento delle borse di studio per gli specializzandi.

Nella consapevolezza che le attività di un’organizzazione indipendente finalizzate a informare il Paese sulla salute, l’assistenza sanitaria e la ricerca biomedica possono determinare grandi benefici sociali ed economici, la Fondazione GIMBE ormai da anni esercita un’attività continua di monitoraggio e sensibilizzazione pubblica sulla necessità di tutelare un servizio sanitario pubblico equo e universalistico. Ecco perché la 15a Conferenza Nazionale si conferma come un propositivo confronto tra autorevoli esponenti di politica, management, professionisti sanitari, ricercatori, industria, pazienti e cittadini, su due questioni chiave. Quali tempi e risorse sono necessarie per un reale rilancio delle politiche per il personale sanitario che non deve solo essere adeguatamente “rimpiazzato”, ma soprattutto (ri)motivato con l’allineamento delle retribuzioni a standard europei? Come effettuare una profonda revisione delle modalità di finanziamento, organizzazione, erogazione e monitoraggio dell’assistenza socio-sanitaria, introducendo innovazioni organizzative e tecnologiche, per affrontare con successo le sfide dell’invecchiamento, delle cronicità e della multimorbidità?

Come da tradizione, ho il piacere di invitare Istituzioni nazionali e regionali, Aziende sanitarie pubbliche e private, organizzazioni di professionisti, cittadini e pazienti e tutti i professionisti della sanità ad inviare i propri contributi per costruire insieme il programma della Conferenza.

Vi aspettiamo a Bologna perché... la sanità pubblica è come la salute: ti accorgi che esiste solo quando l’hai perduta!

Nino Cartabellotta